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Risotto con Mirtilli e Speck

Una creazione della cucina di Acqua e Sole: mirtilli alpini in purée, Taleggio DOP in mantecatura, speck dell’Alto Adige IGP cotto al forno fino alla cialda croccante, timo limonato a legare.

Lavoro attivo 20 min
Cottura 25 min
Porzioni 4 persone
Difficoltà Media
Stagione Estate-Autunno
Totale 45 min

Risotto d’autore creato nella cucina di Acqua e Sole: incontro tra i mirtilli alpini italiani e lo speck dell’Alto Adige IGP. Tre livelli di sapore costruiti su un purée di mirtilli filtrato che tinge il chicco di viola intenso, la mantecatura cremosa con Taleggio DOP e Parmigiano, e lo speck cotto in forno fino alla cialda croccante. Il timo limonato e una manciata di mirtilli ghiacciati al servizio chiudono il piatto con freschezza e contrasto termico. Una ricetta media per difficoltà, di tarda estate e inizio autunno, che porta in tavola il dialogo fra la nostra risaia di Lumellogno e le montagne del Nord.

Una nostra creazione

Il risotto con mirtilli e speck è una creazione nata nella nostra cucina di Lumellogno, frazione ovest di Novara: non una ricetta della tradizione, ma un piatto d’autore che racconta un dialogo fra due Italie del Nord, quella delle nostre risaie di pianura e quella dei boschi e dei larici delle Dolomiti. Ci piaceva l’idea di portare i mirtilli alpini in una cucina salata, senza forzature dolci, e di farli incontrare con lo speck dell’Alto Adige IGP, che in cottura al forno si trasforma in una cialda fragrante e profumata. Il timo limonato lega il tutto e regala una nota fresca che alleggerisce la cremosità del Taleggio DOP.

La ricetta del canone vuole il riso Sant’Andrea, varietà piemontese a chicco medio e corposo, perfetta tela per assorbire il purée di mirtilli senza perdere struttura. Nei nostri sacchi attuali non lo abbiamo, ma il Carnaroli Classico della filiera chiusa di Lumellogno è la scelta che facciamo a casa nostra: tradizionalmente Sant’Andrea, ma il nostro Carnaroli Classico è ottimo per dare cremosità all’onda e regge benissimo la mantecatura con Taleggio e Parmigiano. È un risotto media per difficoltà, da tarda estate e primo autunno, quando i mirtilli sono al loro picco e lo speck ricomincia ad accendere le voglie di sapori più decisi.

Cosa Serve

Ingredienti per 4 Persone

Ingredienti

  • 320 g riso Carnaroli Classico
  • 320 g mirtilli freschi
  • 1 L brodo vegetale caldo
  • 150 g Taleggio DOP
  • 100 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 g burro
  • 4 fette speck sottili
  • 1 scalogno
  • ½ bicchiere vino bianco secco
  • 4-5 rametti timo limonato
  • q.b. olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e pepe

Note di Casa

  • Mirtilli alpini italiani freschi nei mesi di luglio, agosto e settembre: hanno zucchero, profumo e colore profondo
  • Una manciata di mirtilli sempre in freezer da aggiungere al servizio: il contrasto termico fra risotto caldo e frutto ghiacciato è parte del piatto
  • Speck dell’Alto Adige IGP a fette sottili, cotto in forno a 180 gradi fino alla cialda fragrante: mai saltato in padella, perde struttura
  • Taleggio DOP a pezzetti freddi di frigorifero per la mantecatura: fonde più lentamente e fa cremosità senza filare
  • Purée di mirtilli sempre filtrato al colino a maglia fine: la crema deve essere liscia e setosa per tingere il chicco senza grumi
Passo dopo Passo

Preparazione

1

Preparare il purée di mirtilli

Sciacquiamo i mirtilli sotto acqua corrente. Una manciata, da congelare subito, la mettiamo da parte: servirà a fine cottura per la finitura del piatto. Tutti gli altri vanno in una piccola pentola con appena un velo d’acqua sul fondo, fiamma media, 3-4 minuti di sobbollore, quanto basta perché si aprano e liberino il succo. Frulliamo a immersione fino a una crema, poi facciamo passare il composto da un colino a maglia fine, così la salsa resti vellutata, senza scorze né bucce. La teniamo pronta a bordo del fornello.

2

Cuocere lo speck al forno

Portiamo il forno a 180°C. Stendiamo le fette di speck su una teglia foderata con carta forno, una accanto all’altra ma senza che si tocchino. Inforniamo per 8-10 minuti, finché non diventano dorate e croccanti come una cialda fragrante. Le lasciamo intiepidire sulla teglia, poi le spezzettiamo a mano in pezzi irregolari.

3

Tostare il riso

In una casseruola larga e a fondo spesso, facciamo appassire dolcemente lo scalogno tritato fine con un filo d’olio e qualche fogliolina di timo limonato. Quando lo scalogno è morbido e trasparente, versiamo il nostro Carnaroli Classico e lo tostiamo per un paio di minuti a fiamma media, mescolando, fino a quando i bordi del chicco diventano traslucidi. A quel punto bagniamo con il vino bianco e lasciamo che evapori del tutto.

4

Cottura e purée di mirtilli

Proseguiamo come si fa con il risotto della nostra tradizione: brodo caldo, un mestolo per volta, mescolando con calma. Dopo circa 8-9 minuti, quando siamo a metà cottura, incorporiamo il purée di mirtilli messo da parte. Il chicco si tinge di un viola fondo, pieno: è il momento che ci piace di più di questa ricetta. Continuiamo ad aggiungere brodo fino al grado di cottura che preferiamo, all’onda.

5

Mantecare con Taleggio e Parmigiano

Togliamo la casseruola dal fuoco. È il gesto che facciamo sempre, anche qui: prima si spegne, poi si manteca. Uniamo il Taleggio DOP a tocchetti, una bella grattugiata generosa di Parmigiano Reggiano e il burro, freddo, ridotto a pezzetti regolari. Mescoliamo con energia per un minuto buono, finché il risotto non si distende lucido, con una crema avvolgente intorno a ogni chicco. Copriamo e lasciamo riposare 2 minuti.

6

Impiattare

In ogni piatto versiamo il risotto con calma, lasciando che si distenda da solo, senza schiacciarlo col cucchiaio. Sopra, in modo irregolare, sistemiamo le sfoglie di speck croccante spezzettate e quei mirtilli che avevamo messo nel freezer all’inizio: lo sbalzo termico fra il riso bollente e i frutti gelidi è parte integrante del piatto, una piccola sorpresa che noi rivendichiamo. Chiudiamo con qualche fogliolina di timo limonato appena raccolto e pepe macinato al momento.

Due Italie del Nord

Risaia di Pianura e Larici di Montagna

Da noi, a Lumellogno, fra le nostre risaie e il cielo non c’è nulla: la pianura piemontese si apre piatta fino al profilo lontano delle montagne. Eppure ogni tanto ci piace mettere insieme nella stessa pentola due paesaggi diversi: il riso della nostra filiera chiusa e i mirtilli che a fine luglio scendono dalle valli alpine italiane, dove crescono spontanei fra i larici. Lo speck dell’Alto Adige IGP, stagionato lentamente nelle masi delle Dolomiti, chiude il triangolo: tre territori del Nord che parlano lo stesso linguaggio di pazienza e di lavoro lento. Quando arriva agosto e i mirtilli sono al massimo, questo risotto entra nella nostra cucina e ci ricorda che l’Italia del riso e l’Italia delle montagne, in fondo, sono sorelle.

Lumellogno · Alpi italiane · Alto Adige

Il Consiglio dell’Agricoltore

Sant’Andrea della tradizione, Carnaroli Classico di casa nostra

Il canone di questo risotto vuole il riso Sant’Andrea: varietà piemontese storica, chicco medio e corposo, ottima per assorbire in profondità il purée di mirtilli senza perdere struttura. Nei sacchi che escono dalla nostra azienda di Lumellogno il Sant’Andrea oggi non c’è, ma il Carnaroli Classico di filiera chiusa è la scelta che facciamo a casa nostra per questa preparazione: il chicco grande regge la cottura prolungata, l’amido superficiale dà cremosità all’onda perfetta per mantecare con Taleggio e Parmigiano, e in piatto fondo l’esperienza è la stessa. È il riso che teniamo sempre in dispensa per i risotti dal carattere deciso, quelli che vogliono un chicco capace di portare il sapore senza farsi sopraffare.

«I mirtilli vogliono un chicco che resista alla cottura prolungata e tenga il colore senza sfaldarsi. Il nostro Carnaroli Classico fa esattamente questo: cremosità all’onda, struttura intatta, sapore che si lascia abitare dal frutto.» Dalla cucina di Acqua e Sole, Lumellogno

Un’avvertenza che ci sentiamo di dare: non saltate il passaggio del filtro fine sul purée di mirtilli. La crema deve essere lucida, liscia e setosa, altrimenti i grumi rovinano la tessitura del piatto. E non dimenticate la manciata di mirtilli ghiacciati al servizio: il contrasto termico fra risotto caldo e frutto freddo è la firma di questa nostra creazione.

Le domande che ci fanno più spesso

Domande sul risotto mirtilli e speck

Quale riso si usa per il risotto con mirtilli e speck?
Il canone della ricetta indica il riso Sant’Andrea, varietà piemontese a chicco medio e corposo, ottima per assorbire il purée di mirtilli mantenendo struttura. Sui sacchi che escono dalla nostra azienda il Sant’Andrea oggi non c’è: in casa nostra usiamo il Carnaroli Classico Acqua e Sole, coltivato a Lumellogno in filiera chiusa, che dà una cremosità all’onda equivalente e regge benissimo la lunga cottura con il purée. Se trovate del Sant’Andrea di filiera tracciata da un produttore di fiducia funziona benissimo. Sconsigliato l’Arborio per questa preparazione: chicco troppo piccolo, perde struttura sotto il peso del purée.
In che stagione si fa questo risotto?
È un piatto di tarda estate e inizio autunno. I mirtilli alpini italiani di pieno campo si raccolgono fra luglio e settembre: in quei mesi hanno zucchero, profumo e colore al massimo. Da ottobre in poi si trovano mirtilli surgelati o di importazione di qualità variabile, accettabili ma inferiori al fresco. Si possono usare anche mirtilli surgelati di alta qualità italiani: scongelarli molto lentamente in frigorifero, asciugarli bene e procedere normalmente con il purée. In ogni caso evitiamo i mirtilli sciroppati o in confettura: l’aggiunta di zucchero rovina l’equilibrio del piatto.
Posso sostituire il Taleggio con un altro formaggio?
Sì, ma con risultati diversi. Il Taleggio DOP porta una cremosità lattica e una nota di crosta lavata che dialoga benissimo con la dolcezza acidula dei mirtilli. Alternative valide: Robiola di Roccaverano DOP (più delicata, più caprina), Gorgonzola dolce DOP (più deciso e amabile, attenzione che non copra il frutto), Crescenza di buona qualità (più neutra, lascia molto spazio al mirtillo). Sconsigliato il Brie industriale: a contatto con il calore residuo del risotto rilascia troppo siero e rende il piatto acquoso.

Abbinamento Consigliato

Con il risotto mirtilli e speck ci piacciono i rossi alpini italiani di buona freschezza, che reggono lo speck e dialogano con la dolcezza acidula del frutto. Apriamo volentieri un Lagrein Alto Adige DOC giovane, dal colore profondo come il piatto stesso, oppure un Teroldego Rotaliano DOC trentino, fresco e di buona spalla acida.

Per chi preferisce il bianco strutturato, un Müller-Thurgau Alto Adige DOC di montagna porta mineralità e profumo che fanno da contrappunto al Taleggio. Anche un Sylvaner Valle Isarco DOC funziona benissimo, vino di nota erbacea che lega con il timo limonato. Da evitare i rossi tannici importanti come Barolo o Amarone: a temperatura di cantina si scontrano con la dolcezza del mirtillo.

Riso Carnaroli Classico Acqua e Sole, coltivato a Lumellogno
Il riso che usiamo

Riso Carnaroli Classico Acqua e Sole

Tradizionalmente la ricetta vuole il Sant’Andrea, ma il nostro Carnaroli Classico di Lumellogno è ottimo per dare cremosità all’onda al risotto con i mirtilli. Chicco grande, amido superficiale generoso, struttura che regge la cottura prolungata e la mantecatura ricca con Taleggio e Parmigiano. Filiera chiusa con produzione certificata ISO 9001, essiccazione a bassa temperatura nel nostro essiccatoio, sapore costante in ogni sacco che esce dai nostri magazzini.

Porta il Carnaroli a casa

Ricetta originale Acqua e Sole, dalla nostra cucina di Lumellogno.